Il tempo di svuotarsi

 
IMG_9984.jpg

Ho lavorato molto in questi ultimi mesi ad un progetto che avevo nel cuore da nove anni e che ha avuto un lungo periodo di incubazione.

Nonostante la mia determinazione a portare a termine ciò che desidero profondamente, ho sempre saputo che la vita propone diversi ostacoli ai cambiamenti. La logica dell’ostacolo è quella dell’equilibrio, dell’omeostasi, la tendenza di tutti gli esseri viventi a mantenere una naturale stabilità.

La mia tipologia ayurvedica Vata, leggera e mutevole, unita ad una notevole dose di passione e determinazione, mi ha sempre sostenuto in tutti i cambiamenti della vita. Tuttavia ci sono cambiamenti e cambiamenti, ed alcuni sono più importanti soprattutto quando coinvolgono una famiglia.

Margherita è arrivata nove anni fa e mi ha portato un dono grandissimo.
Da subito mi è stato chiaro che mi avrebbe condotto in un nuovo mondo e che questo nuovo mondo non avrebbe comportato solo l’essere madre, ma l’aprirsi alla comprensione di una legge più grande e misteriosa, quella della natura. Così è iniziato il viaggio che mi ha portato in questa casa di campagna dove sto scrivendo ora, sulla cima di una collina selvatica e profumata.

In questi nove anni ho utilizzato tante parole, avviato tante piccole battaglie, intrapreso tanti piccoli e grandi conflitti per nutrire questo richiamo alla vita nella natura. Diverse volte mi sono arresa mettendo in discussione il mio diritto a perseguire questa strada, il mio diritto a portare una intera famiglia sulla via del cambiamento.

Lo Yoga mi ha aiutato a prendere le distanze dalle parole, dalla rabbia, dai conflitti, dal mio ego.
Mi ha aiutato a svuotarmi tante volte e a lasciar andare tutto quanto, a chiedere scusa forse troppo tardi, a farmi comprendere che alcune istanze possono essere inizialmente solitarie, ma non per questo meno dignitose.

La mia preghiera continua, la mia richiesta più sincera, custodita nel cuore, è stata in questi lunghi anni un appello alla vita: fai di me il mezzo più utile, aiutami ad entrare in questo mistero così che io possa condividerlo, in semplicità. Se devo restare, fammi restare in pace. Se devo andare, dammi il coraggio di muovere il primo passo.
Sono stati anni di pulizia, dentro di me, nella mia casa e nelle mie relazioni più strette.
Ho ridotto tutto all’essenziale, per rimanere in ascolto, vigile. Ho accettato di restare diverse volte. Ogni volta il corpo mi ha dato segnali chiari ed evidenti di cosa pensasse della mia resa: stanchezza, paura, tensioni muscolari, dolori fisici, respiro corto.
Alla fine ho ceduto, consapevole che l’unico vero peccato è non seguire la nostra natura e che questa ha un disegno più grande di quello che noi possiamo immaginare, e infine che lì dove non ti porta la mente ti porta il corpo perché lui sa.

Grazie alla collaborazione dei miei genitori ho sistemato la loro casa di campagna e ho dato avvio a questo nuovo progetto di casa-natura dove soggiornare e praticare lo Yoga. Questo progetto si chiama La Rosmarina e si trova nel parco dei Monti Aurunci, a pochi chilometri dal mare e dai boschi. E’ uno spazio di incontro e di pratica aperto a chiunque desideri trascorrere del tempo in pace e nel silenzio.

Nel periodo invernale tornerò a lavorare a Roma, dove mi aspettano allieve ed allievi e dove continua la vita della nostra famiglia. Farò avanti e indietro, la stanchezza non mi preoccupa perché ogni passo che faccio qui mi nutre di quel mistero, mi fa sentire più vicina alla Terra e a me stessa.

Qui respiro profondamente, il corpo si dilata, si svuota e si ritrova.
Ora posso donarmi alla mia famiglia e ai miei allievi con una gioia rinnovata.