Bentrovata, bentrovato,
è’ giunto il tuo terzo appuntamento.
In questa ultima meditazione sperimenterai il sostegno, la fiducia e l’abbandono, espanderai la tua intuizione ed il tuo senso di connessione.
Quella che ti propongo oggi è una pratica di appartenenza, una delle mie preferite. Mi aiuta ad arrendermi, ad offrirmi, a scorrere con il flusso della vita in armonia con gli elementi.
Utilizzo questa meditazione per sintonizzarmi sulle frequenze sottili di ogni atmosfera, per radicarmi e stabilire una connessione con i luoghi.
Secondo la tradizione dei maestri tantrici del Kashmir ‘sentire’ vuol dire ‘unire’.
Nel ‘sentire’ svanisce la percezione di un’io’ separato dal tutto.
Se ti abbandonerai pienamente scoprirai con gentilezza che sei in ogni cosa e che ogni cosa è in te.
Probabilmente la tua prospettiva sulla natura muterà.
Ovunque ti porti questa meditazione apri il cuore alla bellezza dell’evento. Ricorda chi sei.
PRIMA DI PRATICARE
Puoi praticare in casa oppure all’aperto. Scegli un posto tranquillo e indisturbato.
Ripeti la meditazione in luoghi diversi prestando attenzione alle tue sensazioni.
Avrai bisogno di un tappetino e una copertina.
Dopo la meditazione prenditi un po’ di tempo per restare in silenzio ad ascoltare cosa si è mosso internamente.
Ricorda di essere accogliente con le tue esperienze e di non avere aspettative.
La disponibilità ad attraversare le soglie della coscienza richiede un allenamento costante, tempo e dedizione.
Raccontami qui sotto come hai vissuto questa esperienza, cosa hai sentito e se è cambiato qualcosa nella tua percezione.
Ti senti più collegata, collegato al mondo naturale? In che modo?
La natura ha iniziato a parlarti?
PS: Preparati a ricevere un’ultima lettera.