Ilaria Vasdeki
 
 

Ilaria Vasdeki PhD, architetta ed operatrice olistica, specializzata in ecologia spirituale e benessere femminile.

Fondatrice della scuola di Yoga Sciamanico Femminile, ideatrice del metodo Restorative Yogirito, medicina yogico-sciamanica per la salute di corpo e anima.

Ricercatrice indipendente e docente della formazione ‘Abitare Sacro’.

 
 

Tiene corsi e sessioni individuali a Roma ed online.

Vive a Roma, ha origini greche.

Aiuta donne e uomini a prendersi cura di sé connettendosi con il proprio corpo e con la natura.

Il suo lavoro si basa sull’esplorazione della sensorialità e del respiro come strumenti di comunicazione con la rete visibile e invisibile della vita.

Ha ricevuto una formazione come insegnante di Yoga (250h), di Restorative Yoga, con una specializzazione nel Restorative Yoga per la fertilità e la gravidanza, è operatrice di viaggi nel tempo.

Ha unito la visione sacra delle antiche tradizioni spirituali con i più recenti studi scientifici sul potere terapeutico della natura, che rimane presenza viva, ‘anima mundi’, forza spirituale, madre, luogo psichico.

“Siamo abituati a curare i problemi della psiche pensando che la psiche sia qualcosa che appartiene solo a noi umani. Ma la psiche, l'anima, è natura, come sosteneva James Hillman e prima di lui i filosofi greci.

Ha incontrato la saggezza antica dello Yoga grazie all’eredità spirituale del nonno paterno, anche lui insegnante di Yoga, un pioniere.

Il suo lavoro è il frutto di un percorso articolato di studi, esperienze professionali, ricerca auto-biografica e spirituale che ha avuto inizio con la nascita della figlia Margherita nel 2010. Il parto può essere un momento sacro, un rito di passaggio, di morte e rinascita, e così è stato per Ilaria.
Da allora ha intrapreso un lungo viaggio di ritorno a casa, nel corpo e nella natura.

Nel 2002 consegue la laurea in architettura presso l’università Sapienza di Roma con una tesi sperimentale in scenografia urbana che indaga l’arte del camminare come strumento estetico e rituale. Realizza per la tesi di laurea una performance itinerante a Roma, nei territori di confine tra città e natura, ispirata alla poetica del regista russo Andreij Tarkovskij.

Conosce quindi il gruppo di artisti romani Stalker, il cui nome è ispirato all’omonimo film di Tarkovskij. Con loro condivide progetti artistici, performance ed installazioni basate sull’espressività del corpo che trattano tematiche legate alle emergenze sociali e del territorio. Con Stalker partecipa dal 2002 al 2008 a mostre in Italia e in Europa (Biennale di Venezia, Quadriennale) nonché al movimento contemporaneo dell’arte relazionale, movimento nel quale nel quale assume centralità la scoperta dell'altro, l'incontro.

Nel 2011 conclude il dottorato di ricerca in Tecnica Urbanistica presso la Facoltà di Ingegneria a Roma (Sapienza) con uno studio sulla performance rituale e i processi di trasformazione del paesaggio.

Dopo il dottorato approfondisce l’estetica della natura ed in particolare la filosofia giapponese Wabi Sabi della bellezza imperfetta. Per diversi anni porta lo spirito Wabi Sabi negli spazi che progetta come architetto. Lascia la professione per dedicarsi ad un lavoro più intimo incentrato sulla persona e sulla consapevolezza della casa come spazio sacro di realizzazione personale e connessione con la Terra. Condensa questo lavoro nei seminari sull’Abitare Sacro.

La ricerca spirituale assume un ruolo sempre più importante nella sua vita.
L’eredità del nonno paterno la spinge ad approfondire lo studio dello Yoga mentre il richiamo della natura e una serie di eventi personali la portano a conoscere il mondo dello sciamanesimo, che abbraccia innanzitutto come uno stile di vita ed una visione del mondo.

Si forma come istruttrice di Yoga a Roma con Paola Del Monaco (2017) e poi a Milano con Audrey Favreau, allieva di Judith Lasater (registro della comunità di insegnanti del Lazio). E’ iscritta nel registro internazionale degli insegnanti certificati Restorative Yoga .

Ilaria a Delfi. Nella foto il sacro ombelico del mondo greco.

Approfondisce lo Yoga Tantrico del Kasmir, seguendo l’approccio di Gioia Lussana.

Intraprende quindi una ricerca sulle origini sciamaniche della filosofia del Kasmir che si basa sul culto del femminile e della Dea Madre.

La pratica dello Yoga diviene esperienza conoscitiva dei misteri femminili attorno alla quale inizia ad organizzare i primi cerchi di donne, ad elaborare i seminari dedicati alle Yogini e il primo corso di Yoga Sciamanico Femminile, che nel tempo sviluppa come un percorso di apprendistato triennale.

Trasmette sua innata propensione per la cura, da sempre orientata alla riconessione sacra tra corpo e natura, attraverso sessioni individuali di medicina yogico-sciamanica e attraverso la formazione.

Si dedica alla meditazione nella foresta per approfondire la comunicazione intuitiva con gli elementi naturali quale parte integrante del proprio percorso di formazione.