Ilaria, artista e ricercatrice indipendente, architetto PhD, opera al confine tra pratica somatica, ritualità artistica, ricerca simbolica e immaginazione.

Nel 2023 fonda a Roma la Curanderia Femminile, progetto multidisciplinare di ricerca, documentazione e divulgazione che indaga la sapienza femminile.

 
 

Da oltre venti anni fa ricerca sul corpo e sulle sue potenzialità espressive, ponendo una particolare attenzione alla dimensione della cura e delle relazioni ecologiche tra il corpo e la terra. Il suo lavoro è il frutto di un percorso articolato di studi, esperienze professionali, ricerca auto-biografica e spirituale.
È mamma di una giovane ragazza, vive a Roma con la sua famiglia, ha origini greche.

Ha incontrato la saggezza antica dello Yoga grazie all’eredità spirituale del nonno paterno, anche lui insegnante di Yoga. Ha ricevuto una formazione come insegnante di Yoga (250h), di Restorative Yoga, con una specializzazione nel Restorative Yoga per la fertilità e la gravidanza, è operatrice di viaggi nel tempo.

Nel 2002 consegue la laurea in architettura presso l’università Sapienza di Roma con una tesi sperimentale che indaga l’arte del camminare come strumento rituale.

Conosce quindi il gruppo di artisti romani Stalker, il cui nome è ispirato all’omonimo film di Tarkovskij. Con loro condivide progetti artistici, performance ed installazioni basate sull’espressività del corpo che trattano tematiche legate alle emergenze sociali e del territorio. Con Stalker partecipa dal 2002 al 2008 a mostre in Italia e in Europa (Biennale di Venezia, Quadriennale) nonché al movimento contemporaneo dell’arte relazionale, movimento nel quale nel quale assume centralità la scoperta dell'altro, l'incontro.

Nel 2011 conclude il dottorato di ricerca in Tecnica Urbanistica presso la Facoltà di Ingegneria a Roma (Sapienza) con uno studio sulla performance rituale e i processi di trasformazione del paesaggio.

Dopo il dottorato approfondisce l’estetica della natura ed in particolare la filosofia giapponese Wabi Sabi della bellezza imperfetta. Per diversi anni porta lo spirito Wabi Sabi negli spazi che progetta come architetto. Lascia la professione per dedicarsi ad un lavoro più intimo incentrato sulla persona e sulla consapevolezza della casa come spazio sacro di realizzazione personale e connessione con la Terra. Condensa questo lavoro nei seminari sull’Abitare Sacro.

La ricerca spirituale assume un ruolo sempre più importante nella sua vita.
L’eredità del nonno paterno la spinge ad approfondire lo studio dello Yoga mentre il richiamo della natura e una serie di eventi personali la portano a conoscere il mondo dello sciamanesimo, che abbraccia innanzitutto come una visione del mondo.

Si forma come istruttrice di Yoga a Roma con Paola Del Monaco (2017) e poi a Milano con Audrey Favreau, allieva di Judith Lasater (registro della comunità di insegnanti del Lazio). E’ iscritta nel registro internazionale degli insegnanti certificati Restorative Yoga .

Ilaria a Delfi. Nella foto il sacro ombelico del mondo greco.

Approfondisce lo Yoga Tantrico del Kasmir, seguendo l’approccio di Gioia Lussana.

Intraprende quindi una ricerca sulle origini sciamaniche della filosofia del Kasmir che si basa sul culto del femminile e della Dea Madre.

La pratica dello Yoga diviene esperienza conoscitiva dei misteri femminili attorno alla quale inizia ad organizzare i primi cerchi di donne, ad elaborare i seminari dedicati alle Yogini e il primo corso di Yoga Sciamanico Femminile, che nel tempo sviluppa come un percorso di apprendistato triennale.

Trasmette la sua innata propensione per la cura, da sempre orientata alla riconnessione sacra tra corpo e natura, attraverso sessioni individuali, pratiche yoga e seminari di approfondimento.

Si dedica alla meditazione nella foresta per approfondire la comunicazione intuitiva con gli elementi naturali quale parte integrante del proprio percorso di formazione.

Si occupa di uterologia, uno studio che indaga la coscienza uterina e sulle sue implicazioni ecologico-spirituali. Condivide la sua ricerca attraverso percorsi individuali e di gruppo.


Il mio metodo

Il mio lavoro opera nell’intreccio tra immaginario, corpo e identità femminile.
Attraverso pratiche somatiche, artistiche e simboliche accompagno le donne ad esplorare il modo in cui si raccontano, si sentono, si immaginano e come - attraverso questi processi - prendono forma nella propria esistenza.

  • Poetica del femminile e nuovi immaginari: trasformazione dell’immaginario interno.

  • Ricerca interiore: memoria incarnata, genealogia femminile, auto-narrazione come atto politico e spirituale.

  • Vitalità e consapevolezza erotica: forze generative di piacere, creazione e presenza spirituale nel corpo.